Qualità delle acque sotterranee

Il monitoraggio delle acque sotterranee in Umbria, avviato alla fine degli anni ’90, consente di disporre di un quadro costantemente aggiornato sulla qualità delle acque e sulle criticità che potrebbero pregiudicare il raggiungimento degli obiettivi ambientali fissati dalla norma (stato buono).

Nel 2020 si è concluso l’ultimo ciclo di monitoraggio sessennale che ha permesso di determinare lo stato chimico di tutti i corpi idrici sotterranei regionali e di valutare gli impatti generati dalle principali pressioni antropiche puntuali e diffuse, a supporto della pianificazione di settore. Nel 2021 è stato avviato il nuovo ciclo che si concluderà nel 2026 e consentirà di seguire l’evoluzione del quadro ambientale sullo stato delle acque sotterranee umbre.

  


Corpi idrici sotterranei


Corpi idrici sotterranei

  

Nel territorio regionale sono stati identificati 5 complessi idrogeologici, all’interno dei quali sono stati identificati complessivamente 41 corpi idrici sotterranei significativi ai sensi del D.Lgs. 30/2009.

Nel complesso delle Alluvioni vallive (AV), che interessa pianure alluvionali minori (alta e bassa valle del Tevere, valle dei fiumi Paglia, Chiani e Nestore), sono stati individuati 7 corpi idrici.

Nei Calcari (CA), complesso idrogeologico che interessa la fascia orientale e meridionale della Regione (dorsale carbonatica dell'Appennino Umbro Marchigiano) e le strutture calcaree minori della fascia centrale, sono stati individuati 13 corpi idrici.

Nelle Alluvioni delle depressioni quaternarie (DQ), che hanno sede nelle principali aree vallive della Regione (Conca Eugubina, Valle Umbra, Conca Ternana, Media valle del Tevere), sono stati individuati 9 corpi idrici

Negli Acquiferi locali (LOC), ospitati nei depositi detritici e nelle formazioni torbiditiche delle aree collinari dell'Umbria nord-occidentale, sono stati individuati 11 corpi idrici.

Nelle Vulcaniti (VU), localizzate nel settore sud-occidentale della Regione è stato individuato un unico corpo idrico.

Sulla base dei dati di monitoraggio pregressi e dell’analisi delle pressioni antropiche, 27 corpi idrici sono stati classificati a rischio di mancato raggiungimento degli obiettivi di qualità.

   

 Corpi idrici sotterranei 

    

 



Rete e programma di monitoraggio


Rete e programma di monitoraggio

 

Il monitoraggio delle acque sotterranee viene effettuato attraverso una rete regionale costituita da circa 220 punti tra pozzi e sorgenti, la cui densità per corpo idrico è stata definita in funzione dell’estensione, della vulnerabilità e delle pressioni antropiche.

Il monitoraggio si articola in cicli sessennali durante i quali devono essere eseguiti due diversi programmi.

Il monitoraggio di sorveglianza viene effettuato almeno una volta nel sessennio in tutti i corpi idrici, al fine di integrare e validare la caratterizzazione e l’identificazione del rischio di mancato raggiungimento dell’obiettivo di buono stato chimico e di ottenere informazioni utili alla valutazione delle tendenze a lungo termine delle condizioni naturali e delle concentrazioni di inquinanti derivanti da impatto antropico.

I risultati del monitoraggio di sorveglianza, unitamente all’analisi delle pressioni, indirizzano, poi, il monitoraggio operativo, che viene condotto nei soli corpi idrici a rischio, in tutti gli anni compresi tra un monitoraggio di sorveglianza e il successivo. Il monitoraggio operativo ha lo scopo di valutare lo stato di qualità dei corpi idrici e di identificare eventuali tendenze ascendenti significative e durature delle concentrazioni di inquinanti.

Entrambi i programmi di monitoraggio hanno durata annuale e si articolano in due campagne di campionamento, una primaverile ed una autunnale, nelle quali viene effettuata la misura dei parametri quali-quantitativi e la determinazione analitica dei parametri chimici previsti dal DM 6 luglio 2016.

  

 Rete di monitoraggio dei corpi idrici sotterranei 

 

 



Stato chimico dei corpi idrici sotterranei


Stato chimico dei corpi idrici sotterranei

 

Al termine di ogni anno di monitoraggio, i dati raccolti in ciascun corpo idrico vengono elaborati per la valutazione annuale dello stato chimico ai sensi del DLgs 30/09 e s.m.i. In dettaglio, per ogni stazione e per ogni parametro, il valore medio delle concentrazioni rilevate nelle due campagne primaverile e autunnale viene confrontato con gli Standard di Qualità (SQ) e i Valori Soglia (VS) stabiliti dal DM 6 luglio 2016 (tabelle 2 e 3). Qualora il valore medio annuale di un parametro superi il relativo valore limite in un numero di punti rappresentativo di più del 20% dell’area o del volume del corpo idrico, il corpo idrico stesso viene classificato in stato chimico Scarso; in caso contrario, il corpo idrico viene classificato in stato chimico Buono.

Al termine del ciclo di monitoraggio, le classificazioni annuali di ciascun corpo idrico vengono integrate per la valutazione complessiva dello stato chimico sessennale.

 

La valutazione relativa al ciclo 2015-2020 mostra come gran parte dei corpi idrici risulti classificata in stato chimico Buono, mentre il 20% dei corpi idrici, localizzati nelle principali aree vallive, presenta stato chimico Scarso. Come già riscontrato da anni, i parametri che maggiormente condizionano il giudizio sono i nitrati e i solventi clorurati, in particolare tetracloroetilene, ormai diffusamente presenti nei corpi idrici alluvionali freatici. Localmente vengono comunque riscontrate ulteriori criticità, legate sia a parametri inorganici, quali i metalli, sia a parametri organici, come prodotti fitosanitari e sostanze perfluoroalchiliche.

 

Relativamente al ciclo di monitoraggio in corso (2021-2026), le valutazioni già elaborate per gli anni 2021 e 2022 confermano generalmente le criticità diffuse legate ai nitrati nelle aree vallive e la presenza locale di solventi.

 

  

 Stato chimico acque sotterranee 2015_2020

 Stato chimico dei corpi idrici sotterranei 2015_2020 

 Stato chimico dei corpi idrici sotterranei 2021-23 

 Dati acque sotterranee 1998-2023