Incendio presso l’impianto di trattamento rifiuti “Ferrocart”


 

L’attività

Il personale di Arpa Umbria si è subito attivato nel pomeriggio di ieri per monitorare l’impatto dell’incendio che si è sviluppato presso l’impianto di trattamento dei rifiuti Ferrocart, di via Vanzetti a Terni.
Sul posto è stato immediatamente installato un campionatore di emergenza Echo Emergency, che consente il campionamento e il monitoraggio delle polveri e dei microinquinanti.
Nel corso della serata è stata inoltre attivata la centralina mobile di ARPA.
Oltre ai dati di queste due apparecchiature, sono stati acquisiti i risultati dei monitoraggi effettuati dalle centraline della rete di monitoraggio regionale e dai dispositivi “Air Selfie” indoor e outdoor posizionati in diversi plessi scolastici del territorio comunale.
Si è proceduto poi all’elaborazione di un modello di ricaduta al suolo delle emissioni dell’incendio.

I primi risultati

I dati di particolato atmosferico rilevato dalle centraline della rete regionale situate a Maratta, Borgo Rivo, Carrara e Le Grazie, hanno evidenziato dei picchi di PM10 che raggiungono circa i 50 microg/m3 per alcuni valori orari nel corso dell’incendio. Nel corso della notte tali valori sono ritornati a livelli più bassi.
Il mezzo mobile, collocato nelle tarde ore della serata presso la sede del dipartimento di Terni di ARPA ha rilevato dei picchi orari di PM10 sempre contenuti entro il valore di 50 microg/m3 fino alle ore 3 della notte riattestandosi poi su valori più bassi.
Anche i dispositivi Air Selfie collocati nelle scuole del centro urbano hanno mostrato un andamento analogo.
Il campionatore Echo Emergency, posizionato nelle immediate vicinanze dell’area interessata dal rogo ha evidenziato, in contemporaneità con l’incendio, valori di PM10 piuttosto alti con una media pari a circa 200 microgrammi/m3.
Per quanto concerne le rilevazioni dei gas (NOX, CO, SO2), le centraline della rete non hanno evidenziato significative variazioni rispetto ai valori delle ore precedenti, ad eccezione di un incremento del benzene nelle prime ore della notte.
Nel corso della mattinata si è proceduto al prelievo dei filtri delle centraline, del filtro dell’apparecchio Echo Emergency nonché dei deposimetri per le analisi chimiche di laboratorio per determinare la presenza di microinquinanti (diossine, IPA e metalli).

  

Nel corso della mattinata Arpa ha eseguito la simulazione modellistica che tiene conto della presenza dei venti e di altri dati relativi all’incendio, per valutare le zone di maggiore ricaduta degli inquinanti al suolo. Dal modello emerge che la zona di maggior impatto è relativa al quadrante NORD-EST ed interessa principalmente la zona di Borgo Rivo e aree della città poste più a nord oltre in maniera minore aree del territorio poste in direzione sud-est. Tali risultati sono supportati dal fatto che il pennacchio è salito velocemente in alto rispetto al livello del suolo, disperdendosi in quota e per azione della direzione dei venti principali si è disperso fuori dal centro urbano nelle direzioni sopra indicate.
L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, sulla base di questi primi dati e in virtù del principio di precauzione e in attesa degli ulteriori dati relativi alle ricadute dei microinquinanti atmosferici (diossine, IPA e metalli) ha ritenuto opportuno proporre al Comune di Terni di confermare nella nuova ordinanza un’area di raggio di 3 km dal luogo dell’incendio all’interno della quale dovranno essere rispettati i seguenti divieti:

  1. Divieto di raccolta e consumo di prodotti alimentari coltivati;
  2. Divieto di raccolta e consumo di funghi epigei spontanei;
  3. Divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile;
  4. Divieto di utilizzo di foraggi e cereali destinati agli animali.
 
[21/02/2022]