Licheni

L’inquinamento atmosferico è in grado di produrre significative variazioni di carattere morfologico e fisiologico sui licheni, che rappresentano quindi degli efficaci bioindicatori della qualità dell’aria di una determinata zona. 

 

Cosa sono i licheni 

I licheni sono il risultato dell'unione stabile tra due diversi organismi viventi: un fungo (micobionte - Fig. 1) e un'alga (fotobionte – Fig. 2).

Tale unione rappresenta una simbiosi ed è pertanto vantaggiosa per entrambi: l'alga produce tramite la fotosintesi carboidrati e altre sostanze da cui il fungo trae nutrimento, mentre riceve in cambio dal fungo acqua, sali minerali, protezione contro l'essiccamento e contro le radiazioni solari nocive.

I funghi che partecipano alla simbiosi lichenica appartengono in massima parte agli Ascomiceti; le alghe coinvolte sono per lo più alghe verdi unicellulari o cianobatteri.

 

 
Fig. 1: Fungo o micobionte (immagine tratta dal Manuale ANPA/2001)

 

 

 Fig. 2: Alghe o fotobionte (immagine tratta dal Manuale ANPA/2001)

 

 

L'unione dei due partners porta alla formazione di un organismo con caratteristiche proprie, il lichene; esso possiede un proprio metabolismo che gli permette di produrre sostanze nuove che i due componenti isolati non saprebbero sintetizzare.

Il lichene è costituito da un corpo vegetativo detto tallo che può essere organizzato internamente in due differenti strutture: omeomera e eteromera.

Nella struttura omeomera (Fig. 3), tipica di alcuni licheni crostosi e gelatinosi, il tallo risulta costituito da ife fungine e cellule algali disposte in modo omogeneo e indifferenziato.

 

Fig. 3: Struttura omeomera (immagine tratta dal Manuale ANPA/2001)

 

 


Nella struttura eteromera (Fig. 4), forma più evoluta della precedente e tipica della maggior parte dei licheni, il tallo appare stratificato e le alghe sono localizzate in uno strato ben distinto; vi si distinguono cortex superiore, strato gonidiale (dove compaiono le alghe), medulla (costituita da ife fungine) e cortex inferiore.

 

Fig. 4: Struttura eteromera (immagine tratta dal Manuale ANPA/2001)

 

 

Nei licheni crostosi il tallo è strettamente appressato al substrato e assume l'aspetto di una crosta, mentre nei licheni foliosi è costituito da lobi più o meno paralleli al substrato, cui aderiscono con strutture speciali dette rizine ma da cui sono almeno parzialmente staccabili. Nei fruticosi invece il tallo si sviluppa in tre dimensioni, assumendo forme pendenti, ramificate etc.

CrostosoFoliosoFruticoso

 

Riproduzione dei licheni

I licheni presentano due tipi di riproduzione: riproduzione sessuata e per moltiplicazione vegetativa

  • La riproduzione sessuata viene effettuata dalla componente fungina la quale produce corpi fruttiferi all'interno dei quali si formano le spore; una volta disperse, le spore, devono entrare in contatto con alghe allo stato libero per dare origine a un nuovo lichene. I corpi fruttiferi (detti ascocarpi) possono essere a forma di disco (apoteci – Fig. 5) o infossati a forma di fiaschetto (periteci – Fig. 6). Le spore possono essere diverse per colore, dimensioni, forma e quantità.



Fig. 5 (immagine tratta dal Manuale ANPA/2001)  

 

 


Fig. 6: Periteclo (immagine tratta dal Manuale ANPA/2001)


 

  • La riproduzione vegetativa consiste nella frammentazione, propagazione e germinazione di parte del tallo lichenico: tale processo avviene attraverso la formazione di due tipi di strutture: gli isidi (Fig. 7) e i sorali (Fig. 8) . Gli isidi sono rappresentati da estroflessioni del tallo contenenti ife fungine e alghe; hanno aspetto vario: cilindrici, globosi, coralloidi, claviformi. I soredi sono più piccoli e più leggeri e si originano dai sorali. I soredi sono costituiti da un'alga avvolta da un ammasso di ife; hanno un aspetto pulverulento o granuloso e a seconda della loro disposizione sul tallo o della loro forma sono detti laminali, marginali, apicali, fessurali, labriformi, capitiformi.

 


Fig. 7: Isidi (immagine tratta dal Manuale ANPA/2001)

 

 


Fig. 8: Sorali (immagine tratta dal Manuale ANPA/2001)