Discariche
Le discariche in Umbria

Discarica di Belladanza Discarica di Borgogiglione Discarica di Colognola Discarica di Le Crete Discarica di Pietramelina Discarica di Sant'Orsola Dislocazione delle discariche in UmbriaIn queste pagine sono a disposizione informazioni relative al controllo ambientale delle discariche per rifiuti non pericolosi che smaltiscono rifiuti urbani o provenienti dal loro trattamento e rifiuti speciali provenienti da attività produttive. 
Per ogni discarica viene fornito il quadro completo dei punti di monitoraggio e uno schema riassuntivo della tipologia dei controlli effettuati nonchè una sintesi dei risultati analitici. 

  


Indirizzi normativi 

Nascondi


Indirizzi normativi

Gli indirizzi strategici e normativi per la gestione dei rifiuti definiti dall'Unione Europea e ripresi nella normativa nazionale (D.Lgs. 152/06) individuano lo smaltimento in discarica come il terminale residuale di un sistema impiantistico costituito dall'integrazione delle diverse tipologie di trattamento. L'attuale quadro della gestione dei rifiuti in Umbria vede nel conferimento in discarica il quasi esclusivo destino di quanto non raccolto in forma differenziata. 
La discarica è un luogo in cui vengono depositati in modo non selezionato i rifiuti solidi urbani e tutti i rifiuti provenienti dalle attività umane (detriti di costruzioni, scarti industriali, ecc…). La direttiva europea 99/31/CE, recepita in Italia dal D.lgs. 36/2003, prevede tre diverse categorie di discarica: discarica per rifiuti inerti; discarica per rifiuti non pericolosi (tra i quali gli RSU - Rifiuti Solidi Urbani); discarica per rifiuti pericolosi.

Prima di essere smaltiti in discarica, tutti i rifiuti devono essere soggetti a trattamento e ne deve essere abbattuto il contenuto organico in modo da ridurre la pericolosità per l'ambiente e la salute pubblica.

A sua volta, la discarica deve essere progettata e costruita in modo tale che i rifiuti siano confinati, evitando l'inquinamento del terreno, delle acque freatiche e delle acque superficiali. In particolare, devono essere approntati sistemi e/o misure volti a ridurre al minimo i disturbi e i rischi provenienti dalla discarica e causati da: emissione di odori e polvere; materiali trasportati dal vento; uccelli, parassiti ed insetti; rumore e traffico; incendi. In più, ogni discarica è progettata per accogliere un determinato volume di rifiuti e, quindi, ha una vita limitata. Dopo la sua chiusura, deve essere sorvegliata per almeno 30 anni e l'ultima fase di sistemazione dell'area di discarica consiste nella piantumazione del sito.

Il Dlgs. 36/2003 prevede che i rifiuti prima di poter essere smaltiti in discarica soddisfino i criteri di ammissibilità definiti nel DM 27/09/2010. Un produttore che intende smaltire un proprio rifiuto in discarica deve effettuare una "caratterizzazione di base", ovvero fornire informazioni relative a tutte le caratteristiche del rifiuto in modo tale che lo smaltimento avvenga in condizioni di sicurezza. Se la "caratterizzazione di base" di una tipologia di rifiuti soddisfa i criteri di ammissibilità per una determinata categoria di discarica, tali rifiuti sono considerati ammissibili e vengono sottoposti ad una verifica di conformità effettuata dal gestore della discarica sulla base dei dati forniti dal produttore. La verifica di conformità consiste in una o più analisi effettuate sul rifiuto, la principale delle quali è rappresentata dal test di cessione, mirato a verificare la potenziale capacità del rifiuto di liberare sostanze pericolose per l'ambiente.

Le discariche, così come gli impianti produttivi a più elevato impatto ambientale, sono sottoposte ad una Autorizzazione Integrata Ambientale prevista dal D.Lgs 59/2005 e smi, nella quale è previsto che il Gestore esegua una serie di autocontrolli sulle matrici ambientali per verificare l'adeguata gestione dell'impianto. Anche Arpa, con minor frequenza, esegue controlli e verifiche su tali impianti. 
Le linee guida per effettuare un corretto monitoraggio di un impianto oggetto di un'Autorizzazione Integrata Ambientale sono indicate dal DM 31/01/05.

 


documento Acrobat Attuazione della direttiva 31/1999/CEE relativa alle discariche di rifiuti
documento Acrobat Definizione dei criteri di ammissibilità  dei rifiuti in discarica
documento Acrobat Linee Guida per il monitoraggio

La gestione dei rifiuti in Umbria 

Nascondi 


La gestione dei rifiuti in Umbria

L'indirizzo attuale nella gestione dei rifiuti in Umbria vede nel conferimento in discarica il quasi esclusivo destino di quanto non raccolto in forma differenziata.

In tutto il territorio regionale i rifiuti urbani indifferenziati sono trattati in impianti di selezione, costituiti da trituratori, deferrizzatori e vagli di selezione. Tali impianti producono tre tipologie di rifiuti:

  • il materiale ferroso che va in impianti di recupero del ferro;
  • il sopravaglio costituito principalmente da materiale "secco" che viene smaltito in discarica;
  • il sottovaglio costituito principalmente da materiale "umido", ad alto contenuto organico, che viene inviato agli impianti di biostabilizzazione il cui scopo è proprio quello di abbassare il contenuto organico del rifiuto e consentirne il successivo smaltimento in discarica.

 


Cosa viene smaltito in discarica 

Nascondi 


Cosa viene smaltito in discarica:

  • rifiuti provenienti dal trattamento degli urbani:
    • sopravaglio "secco" da selezione, 
    • frazione organica biostabilizzata
    • scarti dalle attività di recupero delle raccolte differenziate;
  • rifiuti urbani tal quali: 
    • spazzamento stradale;
    • rifiuti urbani non recuperabili.

Inoltre, capacità minoritarie ma comunque non trascurabili delle discariche esistenti risultano essere annualmente dedicate allo smaltimento di rifiuti speciali:

  • fanghi da depuratori civili;
  • scarti di impianti di trattamento rifiuti;
  • rifiuti da aziende e da industrie private.

Volumetrie dedicate ai rifiuti speciali 

Nascondi


Volumetrie dedicate ai rifiuti speciali

Al fine di garantire che la gestione delle discariche assicuri in via prioritaria lo smaltimento dei rifiuti urbani e dei flussi da essi derivati, e successivamente lo smaltimento dei rifiuti speciali, comunque prevalentemente di origine regionale, il Piano Rifiuti prevede che non possano essere impegnate più delle seguenti quote di potenzialità residua delle discariche regionali stimate a fine anno 2008:

  • Pietramelina (Perugia), Sant'Orsola (Spoleto) e Borgogiglione (Magione) rifiuti speciali conferibili nel periodo 2009 - 2012 in misura non superiore al 10% della capacità residua delle discariche misurata al dicembre 2008;
  • Belladanza (Città di Castello) e Le Crete (Orvieto) rifiuti speciali conferibili nel periodo 2009 - 2012 in misura non superiore al 20% della capacità residua delle discariche misurata al dicembre 2008;
  • Colognola (Gubbio) rifiuti speciali conferibili nel periodo 2009 - 2012 in misura non superiore al 60% della capacità residua della discarica misurata al dicembre 2008.

Ai sensi dell'art 13 della legge 11 della regione Umbria è compito degli ATI (Ambiti territoriali Ottimali ) indicare le quote di rifiuti speciali non recuperabili che possono essere smaltite a discarica tenendo conto delle specifiche indicazioni fornite dal Piano regionale.


Prospettive 

Nascondi 


Le prospettive

Sulla base di quanto stabilito dal vigente Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale 5 Maggio 2009 n. 301 , le discariche di Colognola (Gubbio), di Pietramelina (Perugia) e di Sant'Orsola (Spoleto), saranno portate a completamento sulla base delle vigenti autorizzazioni, senza ulteriori ampliamenti in superficie e volume, mentre sono previsti ampliamenti per le tre discariche strategiche sul territorio regionale ovvero la discarica di Belladanza nel Comune di Città di Castello, la discarica di Borgogiglione nel Comune di Magione e la discarica delle Crete nel Comune di Orvieto.

Arpa Umbria - Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale