15 marzo 2016
 
Sostenibilità

Emissioni di gas serra, si affloscia la “curva di Krutzen”

Pietro Greco

Gli esperti la chiamano “curva di Krutzen ambientale”, descrive il rapporto tra ricchezza e intensità dell’inquinamento. Quando in un paese povero il reddito pro-capite inizia a crescere aumenta in maniera quasi lineare anche l’intensità di inquinamento. Poi le due variabili cominciano a divergere. Ebbene, non è così con l’intensità delle emissioni di “gas serra”. Paesi emergenti e Paesi ricchi tendono a convergere verso una medesima intensità delle emissioni di gas serra. Cerchiamo di capire il perché.

 

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Ricerca italiana

La scienza ai tempi del crowdfunding

Giulia Annovi

I fondi per la ricerca sono sempre meno. Cosa si fa allora? Da un po' di tempo, gli scienziati hanno iniziato a parlare dei propri progetti in rete, con la possibilità di impegnarsi in campagne del tutto simili a quelle lanciate da progetti di marketing o di comunicazione, per raccogliere piccole somme di denaro da un pubblico molto vasto. Ma chi ci assicura che una campagna di crowdfunding potrebbe essere una buona occasione per la scienza?


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Inquinamento

La Natura si difende dalla plastica: ecco i batteri mangia-PET

Stefano Pisani

L'aumento dei livelli di anidride carbonica potrebbe potenzialmente distruggere l'abitabilità dei pianeti simili alla Terra. A dirlo, un nuovo studio pubblicato su Nature Communications da parte di ricercatori del NOAA. Secondo la ricerca, i gas serra potrebbero infatti arrivare a far scomparire le vitali risorse idriche di un pianeta.


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Cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici mettono a rischio il futuro del nostro cibo

Romualdo Gianoli

Secondo gli autori di un recentissimo studio pubblicato sulla rivista The Lancet, entro il 2050 il ridotto consumo di frutta e verdura, conseguente ai problemi causati all’agricoltura dai cambiamenti climatici, potrebbe portare a un aumento della mortalità, a livello globale, di oltre 500mila casi.


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Cambiamenti climatici

British Petroleum non rinnoverà il supporto alla Tate

Redazione

Dal 2017 la multinazionale britannica del petrolio BP non finanzierà più il polo museale Tate, ponendo fine a una“sponsorizzazione molto criticata” che durava ormai da quasi tre decenni.


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